
Sul posto di lavoro, la contaminazione microbica nell’acqua utilizzata nei processi industriali non è un problema teorico: si tratta di un problema reale che può far fermare le linee di produzione nei momenti meno opportuni. Quando è necessaria una disinfezione continua senza l’uso di sostanze chimiche, bisogna affidarsi all’ingegneria: come garantire una quantità sufficiente di radiazioni germicida nell’acqua in movimento, e in modo costante, shift dopo shift?
Ecco cosa è importante dal punto di vista tecnico: scegliamo lampade UVC ad alta intensità, che emettono radiazioni intorno ai 254 nm, proprio nella lunghezza d’onda in cui i acidi nucleici assorbono maggiormente le radiazioni. In una camera di flusso, ciò che conta non è la potenza della lampada, ma piuttosto la quantità di radiazioni Germicida che viene somministrata al fluido. Per eliminare completamente batteri e virus, il sistema deve essere in grado di fornire la dose necessaria di radiazioni anche lungo i percorsi di flusso più complessi.
I valori tipici per molti sistemi industriali e municipali sono tra i 20 e i 60 mJ/cm², ma la potenza della lampada deve compensare la trasmissione delle radiazioni UV e gli effetti negativi causati dalla presenza di impurità nell’acqua. Le nostre lampade sono progettate per produrre un’alta quantità di radiazioni per unità di lunghezza, con una posizione stabile dell’arco elettrico, e con un livello di prestazioni costante nel tempo. Inoltre, la lunghezza dell’arco elettrico e la trasmissione delle radiazioni attraverso le guarnizioni di quarzo vengono ottimizzate in base alla geometria della camera, in modo che il campo UV copra tutto il flusso d’acqua, non solo la zona centrale.
Perché questo approccio funziona nella pratica: in un sistema reale, il tempo di permanenza dell’acqua è il fattore limitante. Le lampade UVC ad alta intensità permettono di ridurre il tempo di esposizione alle radiazioni, mantenendo comunque la dose richiesta. In questo modo è possibile utilizzare sistemi compatti e migliorare la produttività, senza l’uso di sostanze chimiche. Il risultato è prevedibile: il numero di microrganismi diminuisce fino a raggiungere i valori richiesti, e il sistema continua a funzionare con minimo intervento da parte dell’operatore. L’energia utilizzata rimane sotto controllo, poiché le lampade forniscono una grande quantità di radiazioni su richiesta, e la struttura della camera permette di convertire l’energia elettrica in radiazioni germicida in modo efficiente.
Alcuni dettagli importanti da considerare: le prestazioni della disinfezione UV dipendono innanzitutto dalle caratteristiche idrauliche del sistema. È necessario un flusso laminare e strutture appropriate per evitare che alcune parti dell’acqua vengano esposte a dosi insufficienti di radiazioni. La potenza della lampada diminuisce con il passare del tempo, quindi è necessario effettuare controlli periodici. Inoltre, è importante mantenere pulite le guarnizioni di quarzo: lo strato di incrostazioni e i biofilm possono ostacolare la trasmissione delle radiazioni UV, anche nelle lampade ad alta potenza.